Roma, 1 aprile 2026 (Agenbio) – Mancano pochissime ore a un evento che segnerà il prossimo decennio della ricerca aerospaziale. Alle 00:24 (ora italiana) del 2 aprile, il Kennedy Space Center sarà il teatro del lancio di Artemis II. Dopo decenni, quattro astronauti — Reid Wiseman, Victor Glover, Christina Koch e Jeremy Hansen — varcheranno i confini dell’orbita bassa terrestre per una missione di dieci giorni che li porterà a orbitare attorno alla Luna.
Se per l’ingegneria si tratta di un test cruciale per lo Space Launch System (SLS) e la capsula Orion, per le scienze biologiche Artemis II rappresenta un laboratorio vivente senza precedenti.
A differenza delle missioni sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS), l’equipaggio di Artemis II uscirà dalla protezione della magnetosfera terrestre. Questo espone il corpo umano a un ambiente radiattivo molto più ostile, caratterizzato da radiazioni ionizzanti e raggi cosmici galattici.
Il monitoraggio della salute dei quattro astronauti sarà fondamentale per studiare:
Stress ossidativo e danni cellulari: L’esposizione prolungata alle radiazioni nello spazio profondo è uno dei principali ostacoli per le future colonie lunari e marziane.
Adattamento cardiovascolare e muscolare: Sebbene la missione duri solo dieci giorni, i sistemi di supporto vitale della capsula Orion dovranno gestire i fluidi corporei in condizioni di microgravità dinamica.
Risposta neuro-psicologica: Il superamento del “lato nascosto” della Luna comporterà un isolamento totale, anche radio, mettendo alla prova la resilienza del team.
La tecnologia al servizio della vita
La capsula Orion non è solo un modulo di trasporto, ma un ecosistema artificiale avanzatissimo. Durante le prime orbite terrestri, l’equipaggio effettuerà test critici sui sistemi di supporto vitale (ECLSS), verificando la capacità della capsula di rimuovere l’anidride carbonica e produrre ossigeno respirabile in condizioni di stress operativo.
La fase più delicata sotto il profilo della biosicurezza e della tenuta strutturale sarà il rientro il 10 aprile. Lo scudo termico della Orion dovrà proteggere l’equipaggio da temperature che sfiorano i 2.800 gradi Celsius durante l’impatto con l’atmosfera, prima dello splashdown nell’Oceano Pacifico. Per la comunità scientifica e gli appassionati, la NASA garantirà una copertura integrale dell’evento.
Ecco il programma dettagliato per seguire la missione dall’Italia:
Inizio della diretta ufficiale: Il collegamento streaming inizierà nel pomeriggio del 1° aprile alle ore 18:50. Questa fase è fondamentale per osservare le procedure di vestizione degli astronauti, il loro trasferimento alla rampa di lancio 39B e l’imbarco nella capsula Orion.
Orario del lancio (Liftoff): La finestra operativa si aprirà alle 00:24 del 2 aprile (ora italiana). Il lancio è previsto per quell’istante, con una finestra di circa due ore in caso di brevi rinvii tecnici o meteorologici.
Canali ufficiali: Sarà possibile seguire l’evento in diretta mondiale sul canale YouTube di NASA TV, sul sito ufficiale dell’agenzia e tramite l’app NASA+.(Agenbio)




