Roma, 3 aprile 2026 (Agenbio) – Le allergie ai pollini stanno diventando un problema sempre più grande per i bambini. Il cambiamento climatico sta cambiando la loro biologia, facendoli rimanere nell’aria per più tempo e aumentando l’esposizione agli allergeni. In Italia, ci sono fino a 2,7 milioni di bambini che soffrono di rinite allergica. Il cambiamento climatico sta anche facendo in modo che le stagioni dei pollini si sovrappongano, esponendo i piccoli a particelle allergeniche per più tempo. Il sistema immunitario dei bambini riconosce i pollini come “nemici” e attiva la produzione di anticorpi che innescano reazioni infiammatorie nelle vie respiratorie. Ciò può causare sintomi come starnuti, congestione nasale e, in alcuni casi, asma. Il riscaldamento globale sta anche facendo in modo che nuove specie vegetali altamente allergeniche si diffondano e che la concentrazione di pollini e muffe nell’aria aumenti. Tutto ciò rende più difficile capire quale allergene sia il responsabile dei sintomi, soprattutto nei bambini che sono sensibili a più tipi di pollini. Per questo, è importante utilizzare metodi diagnostici più precisi, come le analisi molecolari, che possono individuare le singole componenti allergeniche che scatenano la risposta immunitaria. Ciò consente di creare una mappa dettagliata della sensibilizzazione e di sviluppare terapie personalizzate per ridurre l’infiammazione e prevenire l’evoluzione verso forme respiratorie più gravi. L’obiettivo è quello di aiutare i bambini a gestire le loro allergie e a vivere una vita più sana e attiva. (Agenbio) Emanuela Birra 12:00




