Roma, 20 febbraio 2026 (Agenbio) – I biomarcatori nei fluidi del corpo umano stanno cambiando radicalmente il modo in cui diagnosticano e gestiscono le malattie che danneggiano il cervello, come l’Alzheimer e altre forme di demenza. Grazie alle analisi del sangue e di altri fluidi corporei, come il liquido cerebrospinale, oggi è possibile rilevare anche in piccole quantità le molecole associate a sostanze come l’amiloide, la tau, la neurodegenerazione, le alterazioni gliali, la α-sinucleina, il TDP-43 e le disfunzioni sinaptiche o vascolari. Tutti questi processi sono fondamentali per comprendere le demenze. In questo modo, i biomarcatori forniscono informazioni molto utili sui meccanismi molecolari che sono alla base di queste malattie. Questi strumenti aiutano il medico a capire meglio la situazione del paziente, mettendo in relazione i sintomi che si manifestano con quello che sta succedendo nel suo cervello. Ciò consente di indirizzare il paziente verso centri specializzati dove può ricevere trattamenti personalizzati. Ci sono stati progressi significativi, ad esempio l’uso di anticorpi monoclonali anti-amiloide per contrastare la patologia dell’Alzheimer. Questo mostra che l’approccio basato sui biomarcatori può essere efficace per prevenire e curare la malattia. I biomarcatori nei fluidi corporei offrono oggi non solo maggiore precisione diagnostica, ma anche strumenti pratici per monitorare la progressione della malattia e l’efficacia dei trattamenti, aprendo la strada a una medicina delle demenze sempre più personalizzata e informata a livello molecolare. Lo stato dell’arte è stato recentemente aggiornato su Nature Reviews Neurology. (Agenbio) Emanuela Birra 12:00




