Il lato nascosto delle Olimpiadi invernali: suolo consumato, acqua per la neve e CO₂

Roma, 18 febbraio 2026 (Agenbio) – Milano Cortina 2026 non è solo piste e medaglie: è anche una serie di impatti ambientali che, sommati, diventano misurabili. Una prima stima del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente indica 59 ettari di suolo già associati alle opere legate ai Giochi, una fotografia parziale, ma utile per capire l’ordine di grandezza della pressione sul territorio. C’è poi il capitolo neve: per garantire le piste durante l’evento, una ricerca di Libera e Gruppo Abele stima un fabbisogno di 836mila metri cubi d’acqua per l’innevamento, in un contesto in cui le stagioni fredde sono più brevi e instabili. Infine, la dimensione climatica: il rapporto Olympics Torched di Scientists for Global Responsibility e New Weather Institute stima circa 930mila tonnellate di CO₂ equivalente per l’organizzazione dei Giochi, con la quota più alta attribuita agli spostamenti degli spettatori (circa 410mila tCO₂e). Il report collega queste emissioni anche a effetti futuri su neve e ghiacciai (ordine di grandezza: 2,3 km² di manto nevoso e oltre 14 milioni di tonnellate di ghiaccio glaciale). Il punto, per chi si occupa di ambiente e salute, è la trasparenza: numeri comparabili su suolo, acqua ed emissioni servono per valutare mitigazioni credibili e per capire quanto pesi davvero un grande evento su ecosistemi già sotto stress. (Agenbio) Claudio De Rosa 11:00