Roma, 16 febbraio 2026 (Agenbio) – Uno studio scandinavo suggerisce che il morbo di Parkinson potrebbe essere individuato molto prima della comparsa dei sintomi motori, semplicemente analizzando il sangue. La ricerca, guidata dalla Chalmers University of Technology e dall’Oslo University Hospital e pubblicata su npj Parkinson’s Disease, ha identificato specifici biomarcatori legati ai primissimi processi cellulari della malattia. Secondo i ricercatori, nelle fasi iniziali – che possono precedere i sintomi anche di 15-20 anni – si attivano meccanismi di riparazione del Dna e di risposta allo stress cellulare. Questi processi lasciano tracce misurabili nel sangue, ma solo per un periodo limitato. “Quando compaiono i sintomi motori, tra il 50 e l’80% delle cellule nervose è già compromesso”, spiega Danish Anwer, primo autore dello studio. “Individuare la malattia prima di questo punto è fondamentale per poter rallentare la sua progressione”. Grazie all’uso di tecniche di machine learning, il team ha individuato un preciso profilo genico presente solo nei pazienti nelle prime fasi della malattia, assente sia nei soggetti sani sia in quelli con Parkinson già diagnosticato. Secondo la professoressa Annikka Polster, coordinatrice dello studio, questa “finestra di opportunità biologica” è preziosa non solo per la diagnosi precoce, ma anche per sviluppare future terapie mirate. (Agenbio) Des 13:00




