Autismo: per le femmine una diagnosi che arriva troppo tardi

Roma, 16 febbraio 2026 (Agenbio) – Per anni si è pensato che l’autismo fosse un disturbo che colpiva soprattutto i maschi. Le statistiche parlavano chiaro: quattro bambini diagnosticati contro una sola bambina. Ma oggi questa certezza inizia a vacillare. Uno studio del Karolinska Institutet di Stoccolma, pubblicato sul British Medical Journal, racconta una storia diversa. In realtà, spiegano i ricercatori, l’autismo colpisce maschi e femmine in modo molto più simile di quanto si creda. A cambiare è soprattutto il momento in cui arriva la diagnosi. Nei bambini, infatti, i segnali vengono individuati prima. Nelle bambine, invece, spesso passano inosservati per anni. I comportamenti sono più sfumati, meno evidenti, oppure vengono interpretati come timidezza, sensibilità o difficoltà passeggera. Così, molte ragazze scoprono di essere autistiche solo durante l’adolescenza. Lo studio ha preso in esame oltre 2,7 milioni di persone nate in Svezia tra il 1985 e il 2022. Più di 78mila hanno ricevuto una diagnosi di autismo, in media intorno ai 14 anni. Nei maschi il picco arriva tra i dieci e i 14 anni, nelle femmine qualche anno dopo. Col passare del tempo, però, la distanza tra i due sessi si riduce. Intorno ai 20 anni, il numero di uomini e donne diagnosticati tende ad avvicinarsi fino quasi a coincidere. Secondo gli autori, questi dati mostrano quanto sia urgente rivedere i criteri di valutazione. Riconoscere prima l’autismo nelle ragazze significa offrire loro un supporto adeguato, evitando anni di incomprensioni e solitudine. (Agenbio) Des 10:00