Roma, 12 febbraio 2026 (Agenbio) – Una ricerca del King’s College di Londra, in collaborazione con l’Università di Padova, dimostra che la schizofrenia è associata a un rilascio significativamente maggiore di serotonina nella corteccia frontale, area cerebrale fondamentale per la motivazione e la pianificazione. Questo eccesso è strettamente correlato alla gravità dei cosiddetti “sintomi negativi” della malattia quali l’isolamento sociale, la mancanza di motivazione e la perdita di piacere per la vita, fattori tutti che impediscono alle persone di ristabilirsi. I ricercatori hanno analizzato un gruppo di 54 persone (26 con schizofrenia e 28 sane) sottoponendoli a due scansioni PET con un radio-tracciante che si lega selettivamente ai recettori cerebrali della serotonina. Tra le due scansioni tutti i componenti del campione hanno ricevuto una singola dose del farmaco damfetamina, inducendo indirettamente il rilascio di serotonina. I ricercatori hanno notato un rilascio di serotonina molto più marcato nella corteccia frontale e nelle persone con schizofrenia rispetto al gruppo di controllo. Ulteriori analisi hanno stabilito un legame diretto tra questo picco, la severità dei sintomi negativi e il grado di disabilità funzionale. L’ipotesi del coinvolgimento del sistema serotoninergico nella schizofrenia era stata proposta scientificamente oltre 60 anni fa, ma non era mai stata dimostrata in vivo un’alterazione del rilascio di serotonina in pazienti affetti da schizofrenia. I risultati della ricerca identificano la regolazione del sistema serotoninergico come candidato promettente per il trattamento della malattia. (Agenbio) Etr 9:00




