Le mascotte delle Olimpiadi invernali rischiano a causa del riscaldamento globale

Roma, 11 febbraio 2026 (Agenbio) – Le mascotte di Milano Cortina 2026 sono due ermellini: Tina e Milo. Ma la specie simbolo dell’inverno alpino è tra quelle che pagano di più l’aumento delle temperature. Meno neve e stagioni fredde più brevi riducono gli habitat adatti e rendono più difficile la “mimetizzazione” del mantello bianco, un vantaggio evolutivo che dipende dalla durata della copertura nevosa. A questa fragilità rimanda anche l’orso polare comparso all’ingresso della Triennale di Milano, una scultura monumentale in cartapesta dell’artista Jacopo Allegrucci. L’orso è raffigurato con gli sci ai piedi mentre si gode un gelato appoggiato su un iceberg. Un’immagine volutamente ironica per evocare, senza giri di parole, lo scioglimento dei ghiacciai e la perdita dell’habitat da cui dipende la specie per cacciare e sopravvivere. Ma il tema non riguarda solo la fauna. Il cambiamento climatico sta già ridisegnando le condizioni necessarie per gli sport invernali, aumentando l’incertezza sulla neve naturale e la pressione sulla produzione di neve artificiale, con effetti su consumi di acqua ed energia. In prospettiva, significa stagioni più corte, costi maggiori e un equilibrio più delicato tra turismo, risorse e tutela degli ecosistemi montani, proprio dove la biodiversità è già sotto stress. (Agenbio) Claudio De Rosa 12:00