Smog in Italia: calano le città “fuorilegge”, ma il traguardo 2030 resta un miraggio

Roma, 9 febbraio 2026 (Agenbio) – Il rapporto “Mal’Aria di città 2026” di Legambiente evidenzia un calo delle città italiane fuorilegge per lo smog, scese a 13 nel 2025, con Palermo maglia nera seguita da Milano, Napoli e Ragusa. Nonostante il miglioramento, il 53% delle città non rispetterebbe i limiti europei del 2030 per il PM10, rendendo necessarie politiche strutturali più incisive. Stando al report, la Pianura Padana continua a soffrire, con centri come Lodi, Monza e Cremona che superano abbondantemente la soglia dei 35 giorni consentiti, ma l’emergenza non risparmia più nemmeno i piccoli centri rurali, soffocati dalle emissioni degli allevamenti intensivi.
Nonostante il trend positivo, l’ombra dell’Europa si fa sempre più scura. La Commissione Europea ha infatti avviato a gennaio 2026 una nuova procedura d’infrazione contro l’Italia per il mancato aggiornamento del Programma nazionale di controllo dell’inquinamento atmosferico. Se i nuovi parametri previsti per il 2030 fossero in vigore oggi, il sistema collasserebbe: il 53% delle città risulterebbe fuorilegge per il PM10 e ben il 73% per il PM2.5, il particolato più sottile e pericoloso per la salute umana.
Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente, ha lanciato un monito severo al Governo, criticando il taglio dei fondi. “È irragionevole indebolire le politiche proprio ora che emergono i primi risultati” – ha dichiarato, sottolineando la necessità di interventi strutturali su mobilità sostenibile, riscaldamento domestico e riqualificazione energetica degli edifici.
La sfida per il prossimo decennio è titanica. Per centrare gli obiettivi comunitari, 33 città italiane dovrebbero accelerare drasticamente il ritmo di riduzione delle emissioni, pena il rischio di restare intrappolate in un’emergenza cronica fatta di sanzioni economiche e, soprattutto, di gravi rischi per la sanità pubblica. (Agenbio)