Roma, 29 gennaio 2026 (Agenbio) – L’iceberg A23a è sotto osservazione per un fenomeno che potrebbe accelerarne la frammentazione: l’accumulo di enormi quantità di acqua di fusione sulla sua superficie. Le immagini satellitari mostrano un bordo rialzato di ghiaccio lungo il perimetro, che impedisce all’acqua di defluire in mare e crea una gigantesca “vasca” naturale, estesa per circa 800 km² e contenente probabilmente miliardi di litri d’acqua. Dal punto di vista fisico, questo rappresenta un fattore critico di instabilità. L’acqua liquida, più densa del ghiaccio, tende a infiltrarsi nelle fratture esercitando una pressione che ne favorisce l’allargamento. Se successivamente ricongela, l’aumento di volume agisce come un cuneo capace di spezzare l’iceberg dall’interno. La frammentazione di A23a comporterebbe il rilascio improvviso di grandi volumi di acqua dolce, con possibili effetti sulla salinità e sulla circolazione oceanica locale. Sul piano biologico, questi eventi possono modificare gli ecosistemi marini antartici, influenzando la disponibilità di nutrienti e la struttura delle catene alimentari. Secondo il British Antarctic Survey, fenomeni di questo tipo sono anche importanti indicatori della risposta del ghiaccio galleggiante al riscaldamento globale. (Agenbio) Emanuela Birra 11:00




