Roma, 29 gennaio 2026 (Agenbio) – La malattia di Crohn potrebbe essere intercettata anni prima dei sintomi, grazie a un segnale immunologico precoce. Uno studio pubblicato su Clinical Gastroenterology and Hepatology mostra che nel sangue di soggetti destinati a sviluppare la malattia compaiono anticorpi diretti contro la flagellina, una proteina dei batteri intestinali, fino a due anni e mezzo prima della diagnosi.
Dal punto di vista biologico, il dato rafforza l’ipotesi che il Crohn nasca da una risposta immunitaria aberrante verso il microbiota. In individui geneticamente predisposti, il sistema immunitario perde tolleranza verso batteri normalmente innocui, in particolare quelli della famiglia Lachnospiraceae, fondamentali per l’equilibrio intestinale.
Seguendo parenti di primo grado di pazienti con Crohn, i ricercatori hanno osservato che la presenza precoce di anticorpi anti-flagellina si associa a infiammazione intestinale e aumento della permeabilità della barriera mucosa, eventi chiave nella patogenesi della malattia. Questi risultati aprono una nuova prospettiva: intervenire prima dell’esordio clinico, con strategie preventive mirate – potenzialmente anche vaccinali – nei soggetti a rischio, trasformando l’approccio al Crohn da reattivo a predittivo. (Agenbio) Emanuela Birra 10:00




