Roma, 26 gennaio 2026 (Agenbio) – Un nuovo studio statunitense condotto da ricercatori della Keck School of Medicine dell’Università del Southern California e dell’Università delle Hawaii evidenzia che l’esposizione alle cosiddette sostanze per- e polifluoroalchiliche (PFAS) – note come “forever chemicals” per la loro estrema persistenza nell’ambiente – è associata a un rischio significativamente maggiore di sviluppare malattia epatica nei giovani. Queste sostanze sono ampiamente utilizzate in prodotti di consumo come pentole antiaderenti, tessuti idrorepellenti e imballaggi alimentari e si accumulano nel corpo umano nel tempo. I ricercatori hanno analizzato campioni di sangue e risonanze magnetiche del fegato di adolescenti e giovani adulti, riscontrando che livelli più elevati di due PFAS comuni (PFOA e PFHpA) erano collegati a un aumento fino a quasi tre volte del rischio di sviluppare metabolic dysfunction-associated steatotic liver disease (MASLD), una forma di malattia epatica spesso silente, ma potenzialmente progressiva. La MASLD può portare a complicazioni gravi nel tempo, se non diagnostica e gestita precocemente. L’adolescenza rappresenterebbe una finestra di vulnerabilità critica durante la quale l’esposizione a PFAS potrebbe avere effetti più marcati, soprattutto in concomitanza con l’accumulo di grasso nel fegato. (Agenbio) Claudio De Rosa 14:00




