Roma, 23 gennaio 2026 (Agenbio) – Curare l’epatite B senza assumere farmaci per tutta la vita è da decenni uno degli obiettivi più difficili della ricerca medica. Ora, però, qualcosa si muove. GSK ha annunciato risultati positivi di fase 3 per bepirovirsen, un nuovo farmaco che potrebbe favorire la cosiddetta cura funzionale dell’infezione cronica da virus dell’epatite B. Nel mondo, circa 300 milioni di persone convivono con l’HBV, un virus che può portare a cirrosi e tumore del fegato. I trattamenti disponibili adesso tengono il virus sotto controllo, ma solo in meno dell’1% dei casi permettono di sospendere le terapie. Il problema è biologico: il virus integra il proprio DNA nelle cellule del fegato e mantiene una forma genetica stabile, difficile da eliminare. Bepirovirsen agisce in modo diverso. È un oligonucleotide antisenso, somministrato per iniezione settimanale, che blocca la produzione delle proteine virali legandosi all’RNA del virus e potrebbe rafforzare anche la risposta immunitaria. In uno studio di fase 2 pubblicato sul New England Journal of Medicine, circa il 10% dei pazienti trattati ha mantenuto livelli non rilevabili del virus per mesi dopo la fine delle cure. I nuovi studi di fase 3, condotti su circa 1.800 pazienti in 29 Paesi, avrebbero raggiunto un risultato significativo, secondo l’azienda. I dati completi non sono ancora pubblici, ma se confermati segnerebbero un passo concreto verso una terapia a tempo finito. Questa potrebbe liberare almeno una parte dei pazienti dall’assunzione cronica di farmaci. Per l’epatite B, sarebbe una svolta attesa da anni. (Agenbio) Emanuela Birra 10:00




