Roma, 16 gennaio 2026 (Agenbio) – La diagnosi precoce del tumore al seno potrebbe subire una grande evoluzione. Un importante studio americano suggerisce che personalizzare gli screening in base al rischio individuale, piuttosto che seguirli solo in base all’età, possa rendere la prevenzione più efficace e mirata. I dati provengono dallo studio WISDOM, condotto dall’University of California San Francisco e pubblicato su JAMA, e hanno coinvolto oltre 46mila donne. I ricercatori hanno analizzato fattori come genetica, densità mammaria, storia clinica, stile di vita ed età, dividendo le partecipanti in vari livelli di rischio e adattando di conseguenza sia la frequenza che il tipo di screening. Le donne a basso rischio hanno avuto la possibilità di posticipare o ridurre la frequenza delle mammografie, mentre quelle più a rischio hanno ricevuto controlli più ravvicinati, a volte anche con l’aggiunta di risonanza magnetica. Questo approccio non ha portato a un aumento delle diagnosi tardive e ha permesso di concentrare le risorse sui casi davvero più vulnerabili. Un dato interessante riguarda la genetica: circa il 30% delle donne con varianti associate a un alto rischio non aveva alcuna storia familiare di tumore, il che suggerisce che i criteri attuali per i test genetici potrebbero non essere sufficienti. Lo studio, quindi, offre una chiara indicazione: è necessario adottare una prevenzione più precisa, basata sulla biologia individuale e non solo sull’età anagrafica. (Agenbio) Emanuela Birra 12:00




