La Biologia Spaziale: Nuove Frontiere per la Scienza e l’Umanità. Il video intervento del presidente FNOB E FIB Vincenzo D’Anna

Roma, 14 gennaio 2026 (Agenbio) –  La ricerca scientifica in condizioni di micro gravità ha aperto nuove prospettive per lo studio della Biologia e della scienza della vita. Lo studio dei fenomeni biologici nello spazio ha già portato a importanti scoperte, come la modificazione della espressione dei geni e la produzione di sostanze proteiche e non proteiche in forme stabili ed ultra efficienti. Di questo e di altro si è parlato oggi, a Roma, al convegno dal titolo “La Biomedicina e la Biotecnologia nello Spazio: L’eccellenza italiana dalla formazione secondaria alla ricerca post universitaria”. L’evento è stata l’occasione per presentare il Programma Space It Up in Biomedicina, un’iniziativa che mira a promuovere la ricerca e l’innovazione nel campo della biomedicina spaziale.

I temi trattati nel corso della kermesse hanno incluso la ricerca biomedica nello spazio, la biotecnologia spaziale e la formazione e ricerca post-universitaria. Particolarmente incisivo il discorso del presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Biologi, FNOB e della Fondazione Italiana Biologi, FIB Vincenzo D’Anna secondo cui “la biologia in quanto scienza del futuro si aprirà sempre di più a nuovi campi, settori che tuttavia devono essere portati all’attenzione dei giovani che intendono intraprendere questo percorso di studi”. In tale contesto il presidente D’Anna ha aggiunto che “tra le prospettive più prossime c’è l’istituzione di un corso di dottorato in Biologia spaziale e il coinvolgimento di esperti del settore spaziale nella formazione attuata dalle scuole permanenti attivate dalla FIB e l’avvio di progetti di ricerca in campo biologico, sanitario e farmaceutico”.

Tanti gli argomenti affrontati nel corso della riunione tra cui le coltivazioni extraterrestri. La produzione di grano, ad esempio, su territorio lunare che apre nuove prospettive per la colonizzazione del satellite terrestre. Inoltre, la produzione di nuove sostanze non conosciute, ossia non prodotte, in ambiente terrestre da parte di micro organismi che in assenza di gravità portano ad importanti scoperte nel campo della medicina e della farmaceutica. Un primo importante risultato sono le nuove molecole per la lotta alla antibiotica resistenza, all’efficacia terapeutica decuplicata di farmaci già in uso.

Presente all’evento anche il Ministro del Made in Italy Adolfo Urso che ha sottolineato l’importanza di investire nella ricerca spaziale e nella formazione di esperti del settore. In tale ottica sia la FNOB che la FIB sono pronte a collaborare con le istituzioni per avviare progetti di ricerca in campo biologico, sanitario e farmaceutico. La Biologia spaziale è un campo tutto da scoprire nei prossimi decenni, e l’Italia è pronta a essere protagonista di questa nuova frontiera della scienza. Tra i protagonisti del convegno Massimo Claudio Comparini, Managing Director Leonardo Space Division e Presidente Thales Alenia Space Italia e il professor Mariano Bizzarri, Direttore del Laboratorio Nazionale di Biomedicina Spaziale e Responsabile del Tavolo Tecnico Scientifico del Comitato Interministeriale per le Politiche Spaziali e la Ricerca Aerospaziale che si è soffermato sulle opportunità e le sfide della ricerca biomedica nello spazio, con i micro laboratori che restano sostanze e molecole, nonché delle iniziative del Laboratorio Nazionale di Biomedicina Spaziale per promuovere l’eccellenza italiana nella ricerca spaziale.

L’evento ha sicuramente arricchito il dibattito sul ruolo dell’Italia nella ricerca spaziale e sulle prospettive future per la biomedicina e la biotecnologia nello spazio, ambito di pertinenza dei Biologi. Ad aprire i lavori Teodoro Valente, Presidente Agenzia Spaziale Italiana cui è seguito l’intervento di Giovanni Pratesi, del Dipartimento di Scienze della Terra – Università di Firenze – responsabile progetto Space It Up (PNRR Spazio). Comitato Scientifico ASI h. 09.30 Key Note Speeches. Ad animare la tavola rotonda tra gli altri Antonio Angeloni, Prorettore Università La Sapienza di Roma di Roma; Angela Catizone, Dipartimento di Scienze Anatomiche, Istologiche, Medico Legali, Università La Sapienza di Roma.

Vedi il video intervento del presidente D’Anna