“La Biomedicina e la biotecnologia nello spazio” è il titolo del convegno organizzato oggi, 14 gennaio 2026, dal dipartimento di Benessere, salute e sostenibilità ambientale dell’Università di Roma “Sapienza”, negli spazi della Casa dell’Aviatore.
Per la Fnob erano presenti il presidente Vincenzo D’Anna, il vicepresidente Alberto Spanò e il direttore Pasquale Piscopo.
«Il tema di oggi – ha detto Vincenzo D’Anna – è particolarmente caro ai biologi. La Fnob nell’ultimo periodo ha investito risorse affinché i biologi possano impegnarsi attivamente nel campo della biomedicina e della biotecnologia spaziale, una nuova e promettente frontiera professionale».
La Federazione ha infatti recentemente finanziato delle borse di studio per favorire la formazione di biologi che opereranno all’interno di due mini-laboratori nei quali verranno condotti studi in condizioni di microgravità. Un laboratorio sarà dedicato a verificare la possibilità di coltivare grano sul suolo lunare, utile a sostenere la vita umana nello spazio. L’altro si occuperà della crescita e dello sviluppo di batteri, virus e funghi che crescono nel nostro intestino, per comprendere il funzionamento del corpo umano durante le missioni.
Il progetto è figlio della collaborazione che l’Ente ha sottoscritto con l’Asi (Agenzia spaziale italiana) e con il gruppo Space Factory (leader per la progettazione e sviluppo di tecnologie innovative che sfrutta le potenzialità del settore spaziale per promuovere innovazione sulla Terra).
«Un’esperienza unica per gli iscritti -prosegue D’Anna – che dimostra come l’Italia sia, ancora una volta, all’avanguardia nella sperimentazione delle life-sciences e dei farmaci del futuro. L’auspicio è che possano presto costituirsi percorsi di studio finalizzati ad avvicinare i biologi al settore delle bioscienze spaziali».




