Roma, 14 gennaio 2026 (Agenbio) – Il Governo accelera sull’autonomia differenziata in sanità. Il presidente della Fondazione Gimbe Nino Cartabellotta definisce l’equiparazione, voluta dal Governo, tra i Livelli Essenziali delle Prestazioni (Lep) e i Livelli Essenziali di Assistenza (Lea) come “scorciatoia che rende accettabili le diseguaglianze regionali’.
I Livelli Essenziali delle Prestazioni identificano le prestazioni e i servizi che lo Stato deve garantire in modo uniforme su tutto il territorio nazionale: dai servizi sociali all’istruzione fino alla tutela della salute. I Livelli Essenziali di Assistenza sono, invece, le prestazioni e i servizi che il servizio sanitario nazionale è tenuto a fornire a tutti i cittadini. I primi rappresentano il vincolo costituzionale, mentre i secondi costituiscono lo strumento, precisa Gimbe.
L’equiparazione tra Lep e Lea potrebbe aggravare il fenomeno, denuncia Gimbe, che sottolinea un altro nodo: quello del finanziamento. “Per finanziare i Lep sanitari – ha dichiarato Cartabellotta – le risorse pubbliche dovrebbero coprire i costi necessari per garantirli in modo uniforme su tutto il territorio nazionale”. La capacità di garantire i Lea sul territorio nazionale è molto difforme. Il monitoraggio del ministero della Salute mostra che 8 Regioni non garantiscono i Lea non raggiungendo la soglia minima di 60 punti su 100 in almeno una delle tre macro-aree: prevenzione, distrettuale e ospedaliera. Le differenze tra le Regioni diventano più evidenti sommando i punteggi delle tre macro-aree: si va da un punteggio superiore ai 280 punti su 300 di Veneto e Toscana a punteggi inferiore a 200 punti in molte Regioni, specie meridionali. (Agenbio)




