Neuroni fluorescenti permettono di osservare il cervello in tempo reale

Roma, 9 gennaio 2026 (Agenbio) – Osservare il cervello mentre funziona, senza disturbarlo. È questo l’obiettivo che negli ultimi dieci anni ha spinto la ricerca neuroscientifica verso una svolta: far produrre luce direttamente ai neuroni, invece di illuminarli dall’esterno. Da questa intuizione nasce una nuova generazione di strumenti basati sulla bioluminescenza, capaci di mostrare l’attività cerebrale in tempo reale. Tradizionalmente, l’attività dei neuroni viene studiata con tecniche fluorescenti: si illumina il cervello con laser e si osserva come cambia la luce emessa in risposta al calcio, un segnale chiave dell’attività neuronale. Ma questa strategia ha limiti importanti: la luce può danneggiare i tessuti, i segnali si degradano nel tempo e servono strumenti invasivi. La bioluminescenza ribalta il processo. Alcune molecole ingegnerizzate permettono ai neuroni di emettere luce autonomamente quando si attivano, grazie a reazioni enzimatiche interne. Non servono sorgenti luminose esterne, non c’è fototossicità e il segnale resta stabile per ore. Un recente avanzamento ha portato allo sviluppo di sensori in grado di registrare l’attività di singole cellule e persino di parti specifiche del neurone, con registrazioni continue di molte ore. Questo consente di seguire l’attività cerebrale durante comportamenti complessi, apprendimento e movimento, con una precisione mai raggiunta prima. Questa tecnologia apre una nuova finestra sul cervello vivo: meno invasiva, più duratura e più vicina a catturare il linguaggio reale dei neuroni mentre pensiamo, impariamo e agiamo. (Agenbio) Emanuela Birra 9:00