Demenza: anche i formaggi grassi tra i possibili fattori protettivi

Roma, 8 gennaio 2026 (Agenbio) – Una scoperta sorprendente emerge da una ricerca svedese che mette in dubbio la percezione comune sui grassi presenti nei prodotti lattiero caseari per quanto riguarda la salute cerebrale. Esaminando le informazioni raccolte da più di 27mila individui monitorati per un quarto di secolo, gli studiosi hanno notato che mangiare ogni giorno almeno 50 grammi di formaggi ricchi di grassi si collega a una minore probabilità di sviluppare demenza di tipo vascolare in età avanzata. Queste conclusioni sono apparse sulla rivista Neurology. Durante il periodo di osservazione, si è riscontrata una minore incidenza di demenza tra coloro che includevano regolarmente formaggi grassi nella dieta rispetto a chi ne consumava pochissimo, con una diminuzione del pericolo stimata attorno al 13%, pure considerando fattori come età, genere e le altre abitudini alimentari generali. È interessante notare che questo stesso beneficio non è emerso per latte, yogurt, burro o per i formaggi magri. A livello biologico, una potenziale ragione potrebbe risiedere nel processo di fermentazione e nella maggiore presenza di omega-3 e altre sostanze attive, le quali potrebbero aiutare a regolare l’infiammazione e a mantenere in salute i vasi sanguigni del cervello. Ciononostante, gli autori raccomandano cautela: poiché si tratta di uno studio basato sull’osservazione e su quanto le persone hanno riportato di mangiare, non stabilisce un legame diretto di causa ed effetto. L’idea non è quella di esagerare con il consumo di formaggio, ma piuttosto di ammettere che non tutti i grassi dei latticini sono per forza dannosi per il cervello, e che il legame tra ciò che mangiamo e la demenza è più articolato di quanto si credeva. (Agenbio) Emanuela Birra 11:00