Mani bioniche: una neurotecnologia italiana traduce l’intenzione di movimento

Roma, 2 gennaio 2026 (Agenbio) – Riuscire di nuovo ad afferrare un oggetto o muovere singolarmente le dita è oggi possibile grazie alle mani bioniche di nuova generazione, basate su neurotecnologie che traducono l’intenzione di movimento in azione. Il progetto italiano Regrasp, sviluppato alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, utilizza pochi elettrodi impiantati nei nervi periferici del braccio, collegati a sensori wireless esterni capaci di riconoscere il comando motorio del paziente. La stimolazione elettrica viene attivata solo nel momento opportuno, permettendo movimenti fini e coordinati, come abbottonare una camicia o usare uno smartphone. La sfida biologica resta però complessa: la mano è controllata da reti neuromuscolari altamente specializzate, che coinvolgono decine di muscoli e una raffinata integrazione tra segnali sensoriali e motori. Comprendere come il cervello organizza questi comandi è fondamentale per migliorare l’efficacia delle protesi. Studi di neuroimaging non invasivo stanno chiarendo le vie neurali coinvolte, spesso compromesse da ictus, lesioni spinali o malattie neurodegenerative. Integrare conoscenze biologiche e tecnologia è la chiave per restituire autonomia e precisione al movimento. (Agenbio) Emanuela Birra 11:00