Perché gli infarti notturni sarebbero meno dannosi

Roma, 2 gennaio 2026 (Agenbio) – Gli infarti notturni sarebbero meno dannosi. Lo rivela uno studio pubblicato sul Journal of Experimental Medicine, che spiega come i neutrofili, cioè i globuli bianchi che intervengono in caso di danno ai tessuti, sono più attivi e inclini a causare infiammazione eccessiva durante il giorno. Obbligarli ad agire come se fossero in modalità notturna sembra proteggere il cuore colpito da infarto dai danni collaterali ai tessuti. Il team di ricercatori dell’Università di Yale e dal Centro Nazionale Spagnolo per la ricerca cardiovascolare ha verificato che esiste una strategia per bloccare l’orologio biologico dei neutrofili e congelarlo in modalità notturna: questo trucco permette di circoscrivere i danni ai tessuti in caso di infarto miocardico, perché di notte i globuli bianchi sembrano intervenire soltanto dove è effettivamente necessario, al centro della ferita iniziale, e non nei dintorni dove sono presenti tessuti sani. Il farmaco è una molecola chiamata ATI2341 che imita un composto prodotto naturalmente dal nostro corpo di notte: prende di mira un recettore sulla superficie dei neutrofili e cambia il comportamento cellulare dei globuli bianchi, mettendoli in una modalità meno attiva. (Agenbio) Etr 10:00