Febbre neonatale: due biomarcatori su neutrofili e monociti discriminano in 15 minuti virus e batteri

Roma, 23 ottobre 2026 (Agenbio) – Quando un neonato sotto i tre mesi arriva al pronto soccorso con la febbre, distinguere infezione batterica da virale è una delle sfide più delicate della pediatria d’urgenza. I test tradizionali richiedono ore, e nell’attesa si prescrivono spesso antibiotici, anche se solo il 15% di questi piccoli pazienti ha effettivamente un’infezione batterica. Un nuovo approccio presentato al Congresso Europeo di Medicina di Emergenza risponde in 15-20 minuti: misura due proteine di superficie su neutrofili e monociti: CD64, che aumenta con le infezioni batteriche, e CD169, che si eleva in quelle virali. Il profilo combinato dei due biomarcatori consente di discriminare l’origine dell’infezione da un semplice campione di sangue. Su 85 neonati febbricitanti il test ha classificato correttamente 15 infezioni batteriche, 44 virali e 26 casi senza infezione. Il campione è ancora limitato e lo studio andrà esteso a 300-500 pazienti in più centri, ma le implicazioni sono già chiare: una diagnosi rapida ridurrebbe l’uso non necessario di antibiotici, con ricadute dirette sul contrasto alla resistenza antimicrobica. (Agenbio) Emanuela Birra 13:00