Roma, 19 ottobre 2026 (Agenbio) – Secondo uno studio condotto da un team di ricercatori della Johns Hopkins University School of Medicine, e pubblicato su PNAS, essere esposti sistematicamente al fumo di sigaretta può indurre le cellule polmonari a sviluppare il tumore ancora prima della comparsa delle mutazioni genetiche tipicamente associate al cancro. Impiegando modelli di organoidi polmonari, gli autori dello studio hanno osservato che le cellule subiscono modificazioni epigenetiche, ossia cambiamenti nella regolazione dell’attività dei geni che generano uno stato capace di sfuggire maggiormente alla sorveglianza immunitaria in seguito a una riduzione dell’attività delle vie infiammatorie e dei segnali che inducono la morte cellulare. L’attenzione degli studiosi si è concentrata soprattutto sugli effetti della mutazione KrasG12V e della perdita di Tp53. Nei modelli sperimentali, la risposta a queste alterazioni dipendeva dallo stato molecolare che le cellule avevano acquisito in precedenza in seguito all’esposizione al fumo. Le diverse combinazioni hanno portato allo sviluppo di differenti sottotipi di carcinoma polmonare non a piccole cellule. Il risultato suggerisce quindi che l’identità di un tumore non dipenda esclusivamente dalla mutazione che lo provoca. Secondo gli autori, comprendere insieme le conseguenze genetiche ed epigenetiche dell’esposizione al fumo potrebbe aiutare a ricostruire meglio le prime fasi della carcinogenesi polmonare. L’identificazione degli stati cellulari che precedono la comparsa del tumore potrebbe inoltre contribuire allo sviluppo di strumenti più precisi per prevedere il rischio individuale e migliorare la diagnosi precoce del cancro del polmone. (Agenbio) Etr 13:00




