Roma, 24 settembre 2026 (Agenbio) – Il sistema immunitario potrebbe accorgersi della presenza di un microrganismo prima ancora di riconoscerne le caratteristiche molecolari. A suggerirlo è uno studio coordinato dall’Università di Milano-Bicocca in collaborazione con l’Università Statale di Milano, Università di Pavia e Università Vita-Salute San Raffele e pubblicato sulla rivista Nature Immunology.
Secondo il modello tradizionale, le cellule immunitarie individuano virus, batteri e altri agenti potenzialmente dannosi attraverso specifici recettori, chiamati Pattern Recognition Receptors (PRR), capaci di riconoscere determinate molecole microbiche. I ricercatori hanno però osservato l’esistenza di un meccanismo ancora più rapido: le cellule immunitarie sarebbero in grado di avvertire fisicamente il contatto e l’adesione dei microrganismi alla propria superficie, trasformando questo stimolo meccanico in un segnale infiammatorio. L’immunità innata sembrerebbe quindi agire su due livelli complementari. In una prima fase, estremamente veloce, percepisce che è in corso un possibile pericolo e attiva una risposta di contenimento. Successivamente identifica le caratteristiche molecolari del microrganismo, mettendo in atto una reazione più specifica e adeguata al patogeno.
La scoperta potrebbe aprire nuove prospettive per modulare la risposta immunitaria: limitandola quando l’infiammazione diventa eccessiva oppure potenziandola quando è necessaria una difesa locale più rapida. (Agenbio) Alessio Lucarelli 9:00




