Roma, 22 settembre 2026 (Agenbio) – Il diabete gestazionale non si esaurisce con il parto. Chi ne soffre in gravidanza porta con sé un rischio metabolico che si prolunga negli anni e che, secondo uno studio danese degli Steno Diabetes Center di Odense e Aarhus, si traduce in un’insorgenza del diabete di tipo 2 con quasi tredici anni di anticipo rispetto alle donne senza alterazioni glicemiche in gravidanza.
Lo studio ha analizzato i dati di quasi 3mila donne con diabete di tipo 2, di cui 173 con una storia di diabete gestazionale. In queste ultime la malattia era comparsa in media a 43 anni, contro i 56 del gruppo di controllo. Non solo più precoce: anche più severa. La quota che aveva richiesto terapia insulinica era doppia rispetto al gruppo senza pregresso gestazionale, e quasi la metà aveva sviluppato il diabete prima dei 40 anni, una soglia clinicamente rilevante, perché associata a un decorso più aggressivo e a un maggior rischio di complicanze cardiovascolari, renali e neurologiche a lungo termine.
Il diabete gestazionale interessa tra il 10 e il 15% delle gravidanze e tende a risolversi dopo il parto, ma questo non significa che il rischio metabolico svanisca. L’alterazione della sensibilità insulinica e della funzione delle cellule beta pancreatiche può persistere per anni senza produrre sintomi, rendendo queste donne una popolazione ad alto rischio spesso non identificata come tale. La ricerca indica una direzione precisa: il follow-up glicemico dopo una gravidanza complicata da diabete gestazionale non dovrebbe essere facoltativo né episodico, ma strutturato e continuativo, perché il diabete di tipo 2 che arriverà a 43 anni invece di 56 si sta già costruendo in silenzio molto prima. (Agenbio) Emanuela Birra 10:00




