Ipertensione difficile da curare: una nuova molecola abbassa la pressione

Roma, 9 settembre 2026 (Agenbio) – Una nuova possibile arma contro l’ipertensione difficile da controllare arriva da baxdrostat, molecola che agisce sulla produzione di aldosterone, un ormone coinvolto nella regolazione della pressione. I nuovi risultati dello studio di fase III BaxHTN, presentati al Congresso europeo di cardiologia di Monaco, mostrano che l’effetto del trattamento si mantiene anche a un anno. Il trial, guidato dal professor Bryan Williams dell’University College London, ha coinvolto 796 pazienti con ipertensione non controllata o resistente, già sottoposti ad altre terapie. Dopo 52 settimane, baxdrostat alla dose di 2 mg ha mantenuto una riduzione della pressione sistolica, con un calo medio di 12,6 mmHg rispetto al placebo o alla terapia standard. “Abbiamo atteso per molti anni un farmaco innovativo per l’ipertensione”, ha commentato Williams, sottolineando il potenziale del nuovo meccanismo d’azione. Anche Massimo Volpe, presidente della Società Italiana per la Prevenzione Cardiovascolare, invita a non sottovalutare una patologia spesso silenziosa e ad alto rischio cardiovascolare. Baxdrostat è già stato approvato negli Stati Uniti con il nome Baxfendy, ma il suo impiego e la sua disponibilità variano in base alle autorizzazioni dei singoli Paesi. (Agenbio) Des 9:00