Roma, 9 settembre 2026 (Agenbio) – Il profumo di limone, pino o lavanda associato alla pulizia potrebbe nascondere un effetto indesiderato sull’aria di casa. Lo evidenzia una ricerca della Purdue University, negli Stati Uniti, presentata al congresso dell’American Chemical Society. Il team guidato da Brandon Boor ha studiato cosa accade utilizzando diversi detergenti profumati all’interno di un modello di abitazione. I prodotti, compresi quelli a base di oli essenziali, liberano terpeni che reagiscono con l’ozono presente nell’ambiente formando rapidamente nanoparticelle ultrafini, delle dimensioni di appena 1-30 nanometri. Durante le normali attività di pulizia, come spruzzare o lavare i pavimenti, i ricercatori hanno rilevato miliardi o addirittura trilioni di particelle, abbastanza piccole da raggiungere in profondità le vie respiratorie. “Pulire elimina virus e batteri dalle superfici, ma può anche generare un inquinamento invisibile”, ha spiegato Boor. Gli studiosi consigliano quindi di preferire prodotti senza profumo o a bassa profumazione e di arieggiare gli ambienti durante le pulizie. L’uso di lampade UV-C può inoltre favorire la formazione delle particelle aumentando l’ozono. (Agenbio) Des 13:00




