Roma, 1 settembre 2026 (Agenbio) – È ufficialmente in vigore il nuovo Piano nazionale di Governo delle liste d’attesa (PNGLA) 2026-2028. Il documento, pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 24 agosto dopo il via libera della Conferenza Stato-Regioni, aggiorna il precedente testo 2019-2021 introducendo riforme strutturali destinate a ridisegnare la governance delle prestazioni sanitarie e i percorsi di tutela assistenziale. Il provvedimento si muove su un doppio binario: da un lato la razionalizzazione della domanda, dall’altro il potenziamento e l’efficientamento dell’offerta, confermando l’architettura tecnica delle classi di priorità temporale (U, B, D, P) per l’erogazione di visite ed esami diagnostici.
Appropriatezza prescrittiva e governance digitale. Sul fronte della domanda, il Piano pone un forte accento sulla centralità dell’appropriatezza prescrittiva. L’obiettivo esplicito del Ministero è arginare l’overuse delle prestazioni sanitarie, spesso alimentato da fenomeni di medicina difensiva o da istanze di rassicurazione clinica non strettamente motivate. La governance del sistema farà perno sulla Piattaforma nazionale delle liste d’attesa, strumento informatico centralizzato e già operativo, deputato al monitoraggio real-time delle agende regionali.
Cup unico omnicomprensivo e blocco delle agende chiuse. Le novità di maggiore impatto gestionale risiedono nella ridefinizione dell’offerta. Il Centro Unico di Prenotazione (CUP) assume un ruolo totalmente centralizzato: dovrà obbligatoriamente includere e gestire non solo le prestazioni del Servizio Sanitario Nazionale, ma anche quelle del privato convenzionato e della libera professione intramoenia. Per garantire la massima trasparenza e continuità d’accesso, il Piano stabilisce il divieto inderogabile di chiusura delle agende di prenotazione, pratica d’ora in avanti vietata sia per le strutture pubbliche sia per gli erogatori privati accreditati. Nel caso in cui i tempi standard non possano essere rispettati, il testo legalizza l’istituzione di apposite “pre-liste” o “liste di tutela”.
Responsabilizzazione del cittadino e obbligo di recallLa riforma introduce una logica di partecipazione attiva e corresponsabilità. Il CUP sarà obbligato ad attivare sistemi di recall (richiamo formativo) per ricordare all’utente la data dell’appuntamento, richiedendone la conferma o l’eventuale cancellazione. Di contro, viene codificato un principio di penalizzazione per il cittadino: in caso di mancata presentazione all’appuntamento senza previa disdetta nei termini previsti, l’utente – indipendentemente da eventuali regimi di esenzione – sarà tenuto al pagamento della quota ordinaria di partecipazione al costo (ticket) della prestazione non usufruita.
I percorsi di tutela proattiva. Viene infine ribaltato l’onere della ricerca assistenziale. Qualora la struttura sanitaria non disponga di slot liberi entro i tempi dettati dalla classe di priorità, non sarà più il paziente a dover cercare soluzioni alternative. Sarà l’azienda sanitaria stessa a dover attivare i percorsi di tutela interni per garantire l’erogazione dell’esame o della visita medica nei tempi previsti dalla legge, tutelando il diritto alla salute in modo proattivo. (Agenbio)




