Latte crudo e Shiga-tossina: il rischio di sindrome emolitico-uremica nei bambini

Roma, 12 agosto 2026 (Agenbio) – Non è un patogeno nuovo, né sconosciuto. Eppure, ogni estate, puntualmente, la Shiga-tossina prodotta da ceppi di Escherichia coli torna a colpire bambini italiani attraverso una via di contagio prevedibile e prevenibile: il latte crudo. Nel 2025 i casi di Sindrome Emolitico-Uremica registrati in Italia sono stati 43, tutti nella fascia under 15, distribuiti in 15 regioni, con la consueta concentrazione nei mesi più caldi. Un bilancio che si ripete, anno dopo anno, nonostante gli strumenti per ridurlo esistano da decenni. La SEU è la principale causa di insufficienza renale acuta in età pediatrica. Nei casi più gravi può evolvere verso manifestazioni neurologiche, coma e morte. Negli adulti e nei bambini più grandi, la stessa infezione da STEC produce generalmente una gastroenterite autolimitante, dolorosa ma non pericolosa per la vita. È questa asimmetria clinica a rendere il problema così insidioso: un alimento che un adulto tollera senza conseguenze significative può rivelarsi fatale per un bambino piccolo. Il latte crudo non subisce alcun trattamento termico superiore ai 40°C, e può ospitare non solo STEC, ma anche Salmonella, Listeria e Campylobacter. La bollitura domestica elimina efficacemente la carica batterica ed è sufficiente a neutralizzare il rischio. Le categorie più vulnerabili — bambini sotto i 5 anni, donne in gravidanza, anziani e immunodepressi — dovrebbero evitarlo del tutto nelle forme non trattate termicamente, compresi i derivati prodotti con latte non pastorizzato. Lo stesso principio di cautela si estende ad altri alimenti a rischio microbiologico elevato: carni, pesce e uova non completamente cotti, e acqua proveniente da pozzi non controllati. (Agenbio) Emanuela Birra 12:00