Eclissi solare del 12 agosto: uno spettacolo da non perdere, ma occhio alla salute della vista

Roma, 12 agosto 2026 (Agenbio) – L’appuntamento con il cielo è fissato per stasera, quando un’affascinante eclissi totale di Sole terrà con il naso all’insù milioni di persone. In Italia il fenomeno sarà visibile come eclissi parziale, ma regalerà comunque uno spettacolo straordinario, in particolare nelle regioni del Nord-Ovest e in Sardegna, dove l’oscuramento del disco solare supererà il 90%, raggiungendo un picco del 98% all’Asinara.
Il fenomeno avverrà con il Sole prossimo al tramonto, a partire dalle 19:30 circa. A seconda della posizione geografica, il culmine della copertura potrebbe verificarsi a ridosso o persino subito dopo il passaggio del Sole sotto l’orizzonte (attorno alle 20:12 a Roma e alle 20:22 al Nord). Per questa ragione, sarà fondamentale scegliere un luogo di osservazione con l’orizzonte a nord-ovest il più possibile libero da ostacoli o rilievi montuosi.
I rischi per la vista: il pericolo della retinopatia solare
La curiosità scientifica e il desiderio di ammirare questo raro evento naturale non devono mai mettere a rischio la salute degli occhi.
A lanciare un fermo appello è il dottor Mario Sbordone, direttore dell’Unità Operativa di Oculistica dell’Ospedale Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli: “Guardare direttamente il Sole senza una protezione adeguata, anche per pochi istanti, può provocare danni seri alla retina, in alcuni casi permanenti”.
Il pericolo principale è legato a una falsa sensazione di sicurezza. Quando la Luna copre parzialmente il Sole, la luminosità ambientale diminuisce, ma la radiazione solare nociva continua a raggiungere l’occhio. Questo può causare una retinopatia solare, ovvero un danno sia fotochimico che termico a carico delle cellule retiniche.
Un aspetto particolarmente insidioso è che la retina non possiede recettori del dolore. Chi osserva l’eclissi senza protezioni potrebbe non avvertire alcun fastidio immediato, accorgendosi del danno solo nelle ore o nei giorni successivi. I sintomi tipici includono:
  • Visione sfocata o distorta
  • Alterazione dei colori
  • Macchie scure (scotomi) o luminose al centro del campo visivo
  • Riduzione della capacità visiva (con recuperi che a volte sono solo parziali)
  • I biologi studiano i meccanismi di stress ossidativo causati dai raggi ultravioletti (UV) e infrarossi sulle cellule della retina (coni e bastoncelli).
  • Capire come i fotorecettori subiscano danni fotochimici e termici aiuta a sviluppare terapie protettive per gli occhi e a comprendere i limiti di resistenza dei nostri tessuti biologici.
No al “fai-da-te”: le regole per un’osservazione sicura

Per godersi lo spettacolo in totale sicurezza, è necessario seguire precise linee guida ed evitare categoricamente qualsiasi soluzione improvvisata.
  • Filtri certificati: Gli occhiali da sole comuni, anche se molto scuri, non proteggono gli occhi. Sono assolutamente vietati anche vetri anneriti, vecchie pellicole fotografiche, radiografie, CD o filtri artigianali. È necessario utilizzare esclusivamente dispositivi conformi allo standard internazionale ISO 12312-2.
  • Attenzione agli strumenti ottici: Non bisogna mai guardare il Sole attraverso smartphone, macchine fotografiche, binocoli o telescopi privi di un filtro solare specifico montato sulla parte anteriore dello strumento. Le lenti concentrano i raggi solari amplificando il danno. Gli occhialini da eclissi usati sugli occhi non proteggono se si guarda dentro un binocolo o un telescopio non filtrato.
  • Tutela dei più piccoli: I bambini sono i più esposti al rischio per via della loro naturale curiosità. Gli adulti devono supervisionare costantemente l’uso dei dispositivi di protezione.
  • Metodi indiretti: Chi non possiede occhialini certificati può ricorrere a sistemi di proiezione dell’immagine (come il cartoncino forato), che permettono di seguire l’eclissi in modo indiretto e sicuro. (Agenbio)