Roma, 7 agosto 2026 (Agenbio) – La morte di Mattia Maestri, il ragazzo trentino rimasto in stato vegetativo dal 2017 dopo aver consumato un formaggio a latte crudo contaminato da Escherichia coli, ha riportato l’attenzione sui rischi legati a questo alimento. Secondo il Registro Seu, nel 2025 in Italia sono stati segnalati 43 casi di sindrome emolitico-uremica in 15 regioni, tutti riguardanti bambini sotto i 15 anni. Gli esperti ricordano che il latte crudo, non essendo pastorizzato, può contenere batteri pericolosi come lo Stec, responsabile di infezioni che nei più piccoli possono provocare gravi complicanze renali. Per ridurre il rischio è consigliabile consumare solo latte bollito o pastorizzato e prestare attenzione anche a carne, pesce e uova poco cotti. La prudenza è raccomandata soprattutto per bambini, donne in gravidanza, anziani e persone fragili. (Agenbio) Des 10:00




