La pelle che invecchia comunica con i neuroni: identificato un circuito glutamatergico che modula l’aging

Roma, 6 agosto 2026 (Agenbio) – La pelle non invecchia in isolamento. Un nuovo studio pubblicato su Cell propone una lettura radicalmente diversa dell’aging cutaneo: non un processo autonomo del tessuto, ma il risultato di una comunicazione attiva tra i nervi periferici che innervano la cute e i fibroblasti dermici, le cellule responsabili della sintesi del collagene. Al centro di questo dialogo c’è il glutammato, il principale neurotrasmettitore eccitatorio del sistema nervoso, la cui azione si estende dunque ben oltre il cervello. I nervi periferici che raggiungono la cute non hanno solo funzione sensoriale: secernono neurotrasmettitori che regolano attivamente l’omeostasi del tessuto. I fibroblasti dermici, che producono il collagene necessario a mantenere la struttura e l’elasticità della pelle, si trovano in stretto contatto anatomico con le terminazioni nervose glutamatergiche — quelle che esprimono il trasportatore vescicolare del glutammato Vglut2 e la proteina strutturale Nefh, la cui presenza diminuisce significativamente con l’avanzare dell’età. Quando questo segnale glutamatergico si riduce, i fibroblasti vanno incontro a senescenza precoce e la produzione di collagene cala, accelerando i processi di invecchiamento cutaneo. Il meccanismo molecolare individuato coinvolge la chinasi Cdk5, che coordina sia la struttura delle fibre nervose sia il rilascio di glutammato, e il trasportatore Slc1a3 presente sui fibroblasti, attraverso cui il glutammato esercita la propria azione anti-senescenza e pro-collagene. Identificare questo circuito apre prospettive nuove per la comprensione dell’invecchiamento cutaneo come fenomeno neuro-biologico integrato, e suggerisce che interventi mirati sulla segnalazione glutamatergica periferica potrebbero in futuro rappresentare un approccio terapeutico per rallentare il declino strutturale della pelle legato all’età. (Agenbio) Emanuela Birra 12:00