Roma, 22 luglio 2026 (Agenbio) – I cibi ultra-processati rappresentano ormai fino al 50-60% dell’apporto energetico giornaliero nei Paesi ad alto reddito, una tendenza che riguarda sempre di più anche l’Italia. L’allarme arriva dalla Società Italiana di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva (Sige), che ha presentato alla Camera le più recenti evidenze scientifiche sull’impatto di questi alimenti sulla salute dell’apparato digerente. I risultati confluiranno in un position paper previsto entro la fine dell’anno. Tra gli ultra-processati rientrano piatti pronti, carni lavorate, snack confezionati, bevande zuccherate e alcuni prodotti industriali come gli yogurt alla frutta. Secondo la classificazione Nova, sono alimenti ottenuti da sostanze estratte e additivi, con una presenza minima di ingredienti naturali. Gli esperti sottolineano che la crescente diffusione di questi prodotti si accompagna al progressivo abbandono della dieta mediterranea. Per il presidente della Sige Edoardo Giannini, scegliere con attenzione cosa portare in tavola resta uno degli strumenti più efficaci per prevenire molte malattie. (Agenbio) Des 14:00




