Neuroni “filtro”: scoperto il meccanismo cerebrale che blocca i rumori di fondo

Roma, 8 luglio 2026 (Agenbio) – Il cervello umano è costantemente sommerso da un flusso di informazioni sensoriali che deve filtrare per importanza. La capacità di concentrarsi su uno stimolo rilevante — individuare un volto noto in una stanza affollata, seguire una conversazione in un ambiente rumoroso — è nota come attenzione selettiva spaziale, e rappresenta una delle funzioni cognitive più studiate in neuroscienza. In condizioni come l’ADHD e i disturbi dello spettro autistico, questa capacità risulta parzialmente compromessa, con un impatto significativo sulla vita quotidiana e sull’apprendimento.

Fino a oggi, il meccanismo dell’attenzione selettiva è stato attribuito principalmente alla corteccia prefrontale, la regione cerebrale filogeneticamente più recente, deputata ai processi cognitivi complessi come la pianificazione, il ragionamento e la regolazione del comportamento. Un’ipotesi che, tuttavia, lascia aperta una domanda evolutiva di fondo: come spiegare la capacità di selezionare gli stimoli rilevanti in organismi privi di una corteccia prefrontale sviluppata, eppure capaci di comportamenti attentivi raffinati nel corso della loro storia evolutiva?

Questa domanda apre la strada a ipotesi alternative sull’architettura neurale dell’attenzione, che chiamano in causa strutture cerebrali filogeneticamente più antiche — come il tronco encefalico, sede di transito di gran parte dei segnali tra cervello e midollo spinale. Comprendere se e come queste strutture profonde contribuiscano alla selezione degli stimoli rilevanti potrebbe avere ricadute significative sulla comprensione dei disturbi dell’attenzione, aprendo a strategie terapeutiche più mirate rispetto agli approcci attualmente centrati sulla sola corteccia prefrontale. (Agenbio) Emanuela Birra 10:00