Ondate di calore e mortalità: il Ministero della Salute rassicura sui dati italiani, ma la prevenzione resta centrale

Roma, 29 giugno 2026 (Agenbio)- In merito ai recenti allarmi epidemiologici sollevati a livello internazionale sulle conseguenze delle ondate di calore, il Ministero della Salute italiano ha fornito importanti chiarimenti metodologici e statistici. Intervenendo ai microfoni di Sky TG24, il Capo del Dipartimento della Prevenzione del Ministero, Maria Rosaria Campitiello, ha smentito l’esistenza di un’emergenza mortalità nel nostro Paese: “Ad oggi in Italia non registriamo un picco o un aumento di mortalità per il caldo oltre i 65 anni”.

La divergenza metodologica: stime vs dati reali. Il chiarimento ministeriale si è reso necessario a seguito della diffusione di alcuni report dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) che evidenziavano un incremento dei decessi nel Nord Europa. Campitiello ha evidenziato una sostanziale differenza nell’approccio analitico dei dati.

I dati OMS: rappresentano proiezioni e modelli matematici basati su metodologie statistiche di mortalità prevista.

I dati italiani: si basano su flussi epidemiologici reali e sul conteggio effettivo dei decessi registrati sul territorio.

Oltre alla componente statistica, entra in gioco un fattore biologico e di adattamento: la popolazione italiana presenta un livello di acclimatazione e un’abitudine fisiologica e culturale alle alte temperature nettamente superiore rispetto alle popolazioni dell’Europa settentrionale.

Il piano di sorveglianza e la rete territoriale. La stabilità dei dati non deve tuttavia tradursi in un calo dell’attenzione. Dal 2025 è infatti attiva una cabina di regia specifica per le ondate di calore, e il Piano Nazionale Caldo è pienamente operativo dallo scorso 25 maggio. L’obiettivo principale delle autorità sanitarie è duplice: garantire una corretta informazione scientifica ai cittadini (evitando allarmismi ingiustificati) e proteggere i soggetti biologicamente più vulnerabili, come anziani (over 65), bambini della prima infanzia e donne in gravidanza. Per fare fronte all’inevitabile aumento della pressione assistenziale estiva, il Ministero ha recentemente emanato una circolare d’allerta rivolta alle Regioni e ai Pronto Soccorso. La strategia punta a potenziare la rete di risposta medica territoriale, valorizzando i medici di medicina generale e le Case di Comunità, così da accogliere e filtrare le richieste dei cittadini ed evitare il sovraffollamento dei dipartimenti d’emergenza per i casi non urgenti. Per la comunità i biologi – da sempre in prima linea nella tutela della salute pubblica, nella divulgazione scientifica e nel monitoraggio dei fattori ambientali correlati alla salute – questo scenario standardizza l’importanza di una comunicazione del rischio basata sull’evidenza. Contribuire alla diffusione delle buone pratiche nutrizionali, idriche e di gestione ambientale durante i mesi estivi rimane un tassello fondamentale per la prevenzione primaria dei soggetti fragili.(Agenbio)