Roma, 25 giugno 2026 (Agenbio) – Un gruppo internazionale ha utilizzato organoidi cerebrali umani per osservare come il virus Ebola possa raggiungere e mantenersi nei tessuti nervosi. Lo studio, pubblicato su Nature Microbiology, ha impiegato strutture tridimensionali derivate da cellule staminali, capaci di riprodurre alcune caratteristiche del cervello, e le ha analizzate in condizioni di elevato biocontenimento dopo l’esposizione al virus. Il modello ha consentito di seguire l’infezione nel tempo, rilevare la presenza di materiale virale e descrivere le risposte delle cellule nervose e di supporto. I dati aiutano a comprendere perché, in alcuni sopravvissuti, l’ebola possa persistere in sedi protette dal sistema immunitario e contribuire a disturbi neurologici o rare ricomparse della malattia. Gli organoidi non riproducono però l’intero cervello, la circolazione e la risposta immunitaria dell’organismo: i risultati non dimostrano da soli ciò che avviene nei pazienti. (Agenbio) Claudio De Rosa 13:00




