Roma, 22 giugno 2026 (Agenbio) – In Italia il tumore della prostata è la forma di cancro più diffusa tra gli uomini, con circa 41mila nuove diagnosi ogni anno. Nonostante ciò, manca ancora un programma nazionale di screening organizzato. Per colmare questa lacuna è nato PROscreenMRI, uno studio pilota sviluppato in Piemonte per valutare un nuovo modello di diagnosi precoce basato sull’integrazione tra test PSA, risonanza magnetica multiparametrica e strumenti di calcolo del rischio. I primi risultati sono incoraggianti. Tra febbraio 2025 e marzo 2026, oltre 11mila uomini tra i 55 e i 65 anni sono stati coinvolti nel progetto. Nei 146 partecipanti che hanno completato l’intero percorso diagnostico, il 63% ha evitato la biopsia grazie a una valutazione più accurata del rischio, limitandosi a un semplice monitoraggio. Il nuovo approccio ha dimostrato anche una maggiore capacità di individuare i tumori clinicamente significativi, riducendo esami invasivi e diagnosi non necessarie. Secondo i ricercatori, questi risultati potrebbero rappresentare il primo passo verso l’introduzione di uno screening organizzato per il tumore della prostata, con benefici sia per i pazienti sia per la sostenibilità del sistema sanitario. (Agenbio) Des 12:00




