Roma, 28 maggio 2026 (Agenbio) – Gli ultrasuoni possono diventare uno strumento per contrastare i processi di neuroinfiammazione associati a molte malattie neurologiche e degenerative come l’Alzheimer. A rilevarlo è uno studio realizzato dall’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, e pubblicato su npj Acoustics, che dimostra come specifici parametri di ultrasuoni a bassa intensità siano in grado di modulare l’attività della microglia, l’insieme delle cellule immunitarie del cervello. Queste cellule monitorano in modo costante l’ambiente cerebrale, eliminano detriti cellulari e agenti potenzialmente dannosi, e coordinano le risposte infiammatorie. Quando, però, l’attività della microglia diventa troppo intensa e prolungata, si possono produrre grandi quantità di molecole pro-infiammatorie, contribuendo allo sviluppo e alla progressione di diverse malattie neurologiche. Attraverso la sperimentazione condotta in collaborazione con l’Imperial College London, il team di ricerca ha osservato che la stimolazione ultrasonica può ridurre la produzione di importanti citochine pro-infiammatorie e agire su specifici meccanismi molecolari coinvolti nei processi infiammatori, aprendo nuove prospettive per l’utilizzo degli ultrasuoni come strumento di neuromodulazione non invasiva. (Agenbio) Etr 13:00




