Demenza: rischio aumentato con infezioni batteriche gravi

Roma, 16 aprile 2026 (Agenbio) – Secondo una ricerca dell’Università di Helsinki, contrarre in età avanzata infezioni batteriche molto gravi, come quelle polmonari o urinarie, tali da dover ricorrere alle cure ospedaliere, potrebbe aumentare il rischio di demenza. I risultati dello studio sono stati pubblicati su PLOS Medicine. L’analisi si è basata sui dati di oltre 62mila persone di 65 anni o più, che avevano ricevuto una diagnosi di demenza tra il 2017 e il 2020, e di oltre 312mila persone senza demenza corrispondenti per anno di nascita, sesso e periodo di follow-up, individuati come soggetti di controllo. Esaminando i dati sulle malattie trattate in ospedale che i partecipanti avevano incontrato nei 20 anni precedenti, i ricercatori hanno individuato 29 malattie di diversa natura, associate a un rischio più alto di almeno il 20 per cento di sviluppare demenza nei 5 o 6 anni successivi, e si sono accorti che il 47 per cento dei pazienti con diagnosi di demenza era incorso in almeno una delle malattie. Tra tutte le malattie riscontrate, gli studiosi si sono focalizzati su due infezioni batteriche: la cistite, che colpisce le vie urinarie ed è causata – in genere – da batteri come l’Escherichia coli, un’altra condizione, che comprendeva le infezioni batteriche in sedi non specificate. L’associazione più forte tra rischio demenza e ricoveri ospedalieri si è avuta proprio per queste due condizioni. Non solo: quando i ricercatori hanno tenuto conto di tutte le altre 27 malattie non infettive correlate alla demenza, l’associazione tra infezioni batteriche e demenza è rimasta sostanzialmente invariata. (Agenbio) Etr 12:00