Roma, 7 aprile 2026 (Agenbio) – Il legame tra dolore cronico e disturbi dell’umore passa anche dall’ippocampo, una regione cerebrale che non solo regola memoria e apprendimento, ma è profondamente coinvolta nell’equilibrio emotivo. Un nuovo studio mostra che, nelle prime fasi del dolore persistente, l’ippocampo va incontro a una riorganizzazione “attiva”: aumenta di volume e produce nuovi neuroni, con effetti apparentemente positivi anche sulle capacità cognitive. Con il tempo, però, questo equilibrio si rompe e subentra una fase opposta, caratterizzata da perdita di volume e comparsa di sintomi come ansia e depressione. Al centro di questa transizione c’è il giro dentato, una sotto-regione dell’ippocampo in cui la neurogenesi adulta è particolarmente attiva: qui l’eccesso di nuovi neuroni altera i circuiti cerebrali e richiama l’intervento della microglia, le cellule immunitarie del cervello. Queste cellule, normalmente deputate alla difesa e alla “manutenzione” del tessuto nervoso, entrano in uno stato di attivazione che modifica le connessioni tra neuroni, contribuendo allo squilibrio tra funzioni cognitive ed emotive. Il risultato è un circuito che, da adattivo, diventa disfunzionale e favorisce l’evoluzione del dolore cronico in disturbo dell’umore. Un dato particolarmente rilevante è che intervenire sulla microglia permette di ripristinare l’equilibrio emotivo senza compromettere le capacità cognitive, suggerendo che il sistema immunitario cerebrale rappresenti un bersaglio terapeutico più preciso rispetto al blocco diretto della neurogenesi. Questa scoperta chiarisce il meccanismo biologico che collega sofferenza fisica e mentale e apre la strada a nuove strategie per trattare depressione e ansia nei pazienti con dolore cronico. (Agenbio) Emanuela Birra 10:00




