Tumore alla vescica: segnali da non ignorare e prevenzione possibile

Roma, 31 marzo 2026 (Agenbio) – Nel 2025 in Italia si stimano quasi 30mila nuovi casi di tumore alla vescica. Un numero alto, che però racconta anche un’altra realtà: è una malattia ancora poco conosciuta e spesso sottovalutata. Eppure, in molti casi, manda segnali chiari. Il più frequente è il sangue nelle urine. Può comparire senza dolore e proprio per questo viene spesso ignorato o scambiato per qualcosa di passeggero. A volte si aggiungono difficoltà a urinare o bruciore, sintomi che si tende a minimizzare. Invece sono campanelli d’allarme da non trascurare. Il fumo resta il principale fattore di rischio: circa la metà delle diagnosi è collegata alle sigarette. Come spiega Rossana Berardi, direttrice della clinica oncologica dell’Azienda ospedaliero universitaria delle Marche, chi fuma ha una probabilità molto più alta di ammalarsi rispetto a chi non fuma. Anche alcune esposizioni lavorative a sostanze chimiche possono incidere. La buona notizia è che nella maggior parte dei casi il tumore viene scoperto in fase iniziale e può essere curato con successo. Quando invece è più avanzato, le cure sono più complesse, ma oggi esistono terapie nuove che stanno migliorando le prospettive. Per questo diventa fondamentale arrivare prima: riconoscere i segnali, fare controlli e non rimandare. Anche perché, come ricorda Giuseppe Carrieri della Società italiana di urologia, una presa in carico tempestiva e ben coordinata può fare davvero la differenza. (Agenbio) Des 10:00