La biologia e la nutrizione sono scienze in continua e rapida evoluzione, un universo complesso che integra discipline un tempo distanti. Questo è il messaggio centrale emerso dalla lezione di Vincenzo D’Anna, presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Biologi (FNob), che ha tracciato un percorso dall’alba della genetica molecolare alle frontiere della medicina contemporanea ad apertura del convegno sulla legionellosi che si tiene a Genova.
Le Dieci Facce della Nutrizione Moderna
Lungi dall’essere un campo monolitico, la nutrizione oggi si articola in numerose sottospecialità. D’Anna ha parlato di “dieci sottostazioni”, ognuna con un focus specifico: dalla nutrizione pediatrica a quella palliativa, da quella oncologica a quella detossificante, fino a approcci consolidati come la dieta chetogenica, la cui discussione scientifica risale già al 1967. Questa frammentazione riflette la crescente complessità delle esigenze umane e il ruolo sempre più centrale del biologo nell’affrontarle, con competenze che spaziano dalla nutrizione umana a quella animale e mediatica.
Un Salto Quantico dal 1967 a Oggi
Per evidenziare la portata del progresso, D’Anna ha evocato il 1967, anno in cui la scoperta della struttura del DNA era relativamente recente (scoperto nel 1953 da James Watson e Francis Crick) e concetti come “genoma” o “medicina di precisione” non esistevano ancora. A quel tempo, la genetica era una disciplina nascente e non aveva ancora dispiegato il suo potenziale applicativo.
Oggi, la situazione è radicalmente cambiata. La medicina di precisione rappresenta “l’altra faccia” della genetica, offrendo strumenti come esami predittivi per identificare il rischio di sviluppare patologie e terapie geniche per trattarle in modo mirato.
Le Frontiere della Clinica: PMA e CRISPR
L’evoluzione non si è fermata alla genetica. D’Anna ha citato campi come l’endocrinologia clinica e la procreazione medicalmente assistita (PMA), sottolineando come oggi circa il 10% delle nascite avvenga grazie a queste tecniche. Ha inoltre menzionato le rivoluzionarie metodiche di editing genetico come CRISPR, che aprono scenari terapeutici fino a pochi anni fa inimmaginabili.
La lezione di D’Anna dipinge un quadro chiaro: il biologo moderno opera in un ecosistema scientifico interconnesso, dove nutrizione, genetica, endocrinologia e tecnologie avanzate convergono per creare un approccio alla salute sempre più personalizzato e predittivo.




