Roma, 27 marzo 2026 (Agenbio) – L’uso quotidiano degli auricolari non espone solo al rischio di danni da volume elevato, ma può favorire anche infezioni dell’orecchio legate a un’alterazione dell’equilibrio naturale del condotto uditivo. È quanto evidenziato in un articolo pubblicato su The Conversation, che richiama l’attenzione su un aspetto spesso trascurato: quello “meccanico”. Quando mettiamo gli auricolari nelle orecchie, blocchiamo parzialmente l’apertura del condotto uditivo. Ciò facilita l’ingresso e la permanenza di microrganismi e crea un ambiente più caldo e umido. In condizioni normali, il condotto uditivo è protetto da peli e cerume, una sostanza che mantiene l’idratazione e svolge anche una funzione antibatterica. Il cerume aiuta anche a espellere particelle e detriti. Questo equilibrio sostiene anche una flora microbica “buona”, che contribuisce a difendere l’orecchio da agenti patogeni. Tuttavia, l’uso prolungato degli auricolari può alterare questo sistema. L’umidità intrappolata e la ridotta ventilazione favoriscono la proliferazione di batteri e funghi. Inoltre, l’ostacolo al naturale ricambio del cerume limita la capacità di autopulizia dell’orecchio. Alcuni studi hanno osservato che le persone che utilizzano frequentemente auricolari hanno una minore diversità batterica, il che le rende più vulnerabili alle infezioni, soprattutto se i dispositivi vengono condivisi. Per ridurre il rischio di infezioni, è possibile adottare alcuni accorgimenti semplici. Ad esempio, è importante concedere pause all’orecchio per favorire l’aerazione. È anche importante pulire regolarmente gli auricolari e la custodia. Inoltre, è fondamentale evitare pratiche scorrette come l’uso di cotton fioc nel condotto uditivo, che possono compromettere ulteriormente le difese naturali dell’orecchio. (Agenbio) Emanuela Birra 13:00




