Roma, 25 marzo 2026 (Agenbio) – I dati presentati agli Stati Generali della Rete Trapiantologica evidenziano un’Italia a due velocità: eccellenza clinica nei prelievi e negli interventi, a fronte di un calo dei consensi alla donazione tra i neomaggiorenni.
Il 2025 si è chiuso come il “miglior anno di sempre” per la rete trapiantologica italiana. I numeri, presentati durante gli Stati Generali del settore a Roma, delineano un quadro di altissima efficienza del Sistema Sanitario Nazionale: 2.100 donazioni e 4.697 trapianti effettuati, con un incremento del 3,2% nelle donazioni rispetto all’anno precedente.
In questo scenario di eccellenza, il contributo della categoria dei biologi si conferma pilastro fondamentale della filiera. Dalla gestione delle cellule staminali emopoietiche (che hanno registrato un incremento record del +19,5% nelle donazioni effettive) alla diagnostica avanzata, la figura del biologo è garante della sicurezza del processo.
In particolare, l’attività dei biologi nei laboratori di immunogenetica e tipizzazione tissutale è cruciale per determinare la compatibilità HLA tra donatore e ricevente, minimizzando i rischi di rigetto. Inoltre, il monitoraggio microbiologico e la validazione dei tessuti presso le Biobanche rappresentano passaggi tecnici imprescindibili per il successo di ogni trapianto d’organo o di tessuto.
L’aumento più rilevante ha riguardato i trapianti di cuore (+11,6%), passati da 413 a 461 in dodici mesi. Restano solidi i numeri relativi ai trapianti di rene (2.347) e fegato (1.770), ai quali si aggiungono 150 trapianti di polmone e 33 di pancreas.
Nota di particolare rilievo scientifico è il boom dei trapianti da donatore non familiare di staminali, che hanno raggiunto quota 1.161 procedure (+6%).
Il “nodo” del consenso: l’opposizione sale al 40%
Nonostante il successo della macchina organizzativa, emerge un dato critico relativo alla sensibilità civica. Al momento del rilascio o rinnovo della carta d’identità, la percentuale di cittadini che si oppone alla donazione è salita al 40,1% (era il 36,3% nel 2024). L’incidenza maggiore del “no” si registra nella fascia d’età 18-30 anni.
“Servono nuove strategie di sensibilizzazione, specialmente verso le nuove generazioni”, ha dichiarato il Ministro della Salute, Orazio Schillaci, ricordando come la cultura del dono sia un pilastro della sanità pubblica.
L’incontro di Roma è stato anche l’occasione per ricordare il piccolo Domenico Caliendo. Il direttore del Centro Nazionale Trapianti (CNT), Giuseppe Feltrin, ha ribadito l’impegno dell’organismo nell’approfondire le ragioni del decesso per garantire standard di sicurezza sempre più elevati, sottolineando come la fiducia del sistema non sia stata scalfita dall’accaduto.
In questo scenario, il mese di aprile vedrà il lancio di una nuova campagna nazionale di sensibilizzazione, in concomitanza con il 70° anniversario della storica donazione delle cornee di don Carlo Gnocchi e i 60 anni dai primi trapianti eseguiti in Italia. (Agenbio)




