ROMA, 24 marzo 2026 – La Federazione Nazionale degli Ordini dei Biologi (FNOB) con l’Ordine dei Biologi del Triveneto annunciano oggi il lancio de “L’Albero della Vita”, un’innovativa piattaforma digitale progettata per orientare i neolaureati in biologia nella scelta del loro percorso di specializzazione. L’iniziativa sfrutta un sistema di intelligenza artificiale per aiutare i futuri professionisti, compresi gli studenti delle scuole superiori, a navigare tra le oltre 80 carriere disponibili.
Dopo il corso di laurea, i biologi si trovano di fronte a un’ampia offerta di opportunità, con circa ottanta percorsi professionali possibili che richiedono una formazione specialistica.
Per rispondere alla necessità di un orientamento mirato, “L’Albero della Vita” offre un supporto personalizzato. Attraverso una serie di domande, la piattaforma guidata dall’intelligenza artificiale analizza le attitudini e le inclinazioni del singolo utente, per poi indicare la strada professionale più adatta da intraprendere.
Questa iniziativa si inserisce nella più ampia strategia della FNOB, guidata dal Presidente Vincenzo D’Anna, volta a potenziare la preparazione e la formazione specifica di tutti i biologi. “La nostra Federazione è molto attenta alla preparazione di tutti i biologi – ha dichiarato il presidente D’Anna -. In un mondo che richiede competenze sempre più specifiche, abbiamo il dovere di fornire ai nostri giovani gli strumenti più avanzati per orientarsi. Con questa piattaforma, uniamo l’innovazione tecnologica alla nostra missione storica: promuovere una formazione di eccellenza e valorizzare ogni singola professionalità del biologo, a tutela della collettività”.
La presidente dell’Ordine dei Biologi del Triveneto, Lucia Zanatta, ha sottolineato come l’orientamento attuale si riveli spesso insufficiente a guidare i giovani a causa del crescente divario tra il percorso accademico e le reali opportunità del mondo del lavoro per i biologi. “C’è un disallineamento tra la formazione universitaria e il mondo del lavoro, afferma Zanatta, il problema nasce da una ‘nebbia’ che avvolge le prospettive professionali: molti neolaureati, e persino colleghi già inseriti nel settore, non hanno una chiara visione di ‘cosa fare da grandi’”. Questo porta a una duplice criticità: da un lato, la frustrazione di non trovare una strada che valorizzi le proprie attitudini; dall’altro, la saturazione di alcuni settori, come quello della nutrizione, scelti da molti perché percepiti come unico sbocco possibile.
“La realtà, spiega Zanatta, è ben diversa. La professione del biologo non si esaurisce più nel tradizionale laboratorio di analisi, ma si articola in almeno una ottantina di nicchie professionali distinte, un numero peraltro in continua crescita”.
Il progetto mira a raccogliere le testimonianze dirette di professionisti che già operano in questi molteplici settori, creando una mappa concreta delle opportunità.
“Vogliamo dare uno strumento anche all’università per colmare questo gap”, conclude Zanatta, evidenziando come il progetto si rivolga non solo ai giovani in cerca di una strada, ma anche ai laureati e agli stessi atenei, per un sistema formativo più consapevole ed efficace”.
L’obiettivo de L’Albero della Vita è fornire strumenti concreti per valorizzare i talenti e indirizzarli verso percorsi di specializzazione che abbiano un impatto concreto e qualificato nella società.




