Roma, 23 marzo 2026 (Agenbio) – Secondo i dati raccolti dall’AIL, diminuire l’esposizione a sostanze nocive presenti nell’aria, nell’acqua e nel suolo può ridurre fino al 30-40% il rischio di leucemie, linfomi e mielomi, soprattutto nelle persone che vivono in aree particolarmente inquinate. La conferma arriva dal convegno nazionale del 2024 e dal libro che raccoglie il lavoro di oltre trenta esperti. I principali colpevoli? Particolato fine, benzene, metalli pesanti come piombo e cadmio e anche i cosiddetti Pfas, sostanze chimiche presenti in molti prodotti industriali e agricoli. Chi vive vicino a vecchie fabbriche o discariche rischia di più: in alcune zone i casi di linfoma non-Hodgkin sono fino al 60% superiori alla media. Questi contaminanti possono accumularsi nell’organismo e avere effetti su fegato, tiroide, sistema immunitario, oltre ad aumentare la probabilità di tumori a rene e testicoli. “Ogni giorno veniamo a contatto con sostanze nuove e spesso non le conosciamo bene”, spiega Adriano Venditti, direttore del dipartimento di oncoematologia del Policlinico Tor Vergata. “La prevenzione più concreta resta evitare o ridurre l’esposizione, ogni piccolo passo può fare la differenza”. (Agenbio) Des 12:00




