La stanchezza primaverile potrebbe essere solo un mito culturale

Roma, 23 marzo 2026 (Agenbio) – Molti parlano di stanchezza primaverile, ma uno studio dell’Università di Basilea e dell’Università di Berna pubblicato su Journal of Sleep Research suggerisce che il fenomeno potrebbe avere più a che fare con la percezione che con la biologia. I ricercatori hanno seguito per un anno 418 partecipanti, monitorando sonnolenza, fatica e qualità del sonno ogni sei settimane. Non sono emerse differenze significative tra stagioni o mesi. Secondo gli autori, il fenomeno è probabilmente influenzato da fattori culturali e sociali. Il termine stesso fa prestare maggiore attenzione ai segnali di affaticamento in primavera. Inoltre, le aspettative legate alla stagione – giornate più lunghe e clima migliore – possono far percepire un calo di energia come anomalo, anche quando rientra nella normalità. La luce naturale resta comunque importante per il ritmo biologico. Nei mesi invernali molte persone dormono di più e si sentono più stanche, mentre in primavera ed estate l’energia percepita tende ad aumentare. Chi avverte affaticamento può trarre beneficio da semplici strategie: esporsi al sole, praticare attività fisica regolare e rispettare un sonno adeguato. (Agenbio) Des 11:00