Roma, 19 marzo 2026 (Agenbio) – Ci sono persone che vivono oltre gli 80 anni e mantengono una memoria molto simile a quella di persone molto più giovani. Parliamo dei superager. Una ricerca pubblicata su Nature ha scoperto che la chiave della loro resistenza cognitiva potrebbe essere la capacità di creare nuovi neuroni nella parte del cervello chiamata Ippocampo, che è fondamentale per la memoria e l’apprendimento. Gli scienziati della University of Illinois Chicago, della Northwestern University e della University of Washington hanno esaminato campioni di cervello di persone oltre gli 80 anni con diversi livelli di funzionamento cognitivo. Hanno confrontato persone sane, superager, persone con un declino cognitivo leggero e pazienti con la Malattia di Alzheimer. Nell’Ippocampo, gli scienziati hanno trovato tre stadi di formazione di nuovi neuroni: cellule staminali neurali, neuroblasti e neuroni immaturi. Nei superager, questi marcatori di neurogenesi erano quasi il doppio rispetto alle persone anziane con funzionamento cognitivo normale. Ciò significa che i superager hanno un’attività di produzione neuronale molto più intensa. Dall’altro lato, nei cervelli delle persone con Alzheimer, la generazione di nuovi neuroni era quasi assente. Nei casi di declino cognitivo leggero, la generazione di nuovi neuroni era già drasticamente ridotta. Le analisi hanno anche mostrato differenze nei programmi di espressione genica che regolano la maturazione dei nuovi neuroni. Ciò suggerisce che la capacità dell’Ippocampo di rinnovarsi e adattarsi agli stimoli ambientali potrebbe essere un fattore chiave per proteggere il cervello dall’invecchiamento e dalle malattie neurodegenerative. Capire i meccanismi molecolari che sostengono questa neurogenesi potrebbe aiutare a sviluppare nuove strategie per rafforzare la resistenza del cervello e contrastare il declino cognitivo. (Agenbio) Emanuela Birra 14:00




