Superanziani: nel cervello individuata la firma biologica della resilienza

Roma 12 marzo 2026 (Agenbio) – Perché alcune persone tra 85 e 99 anni mantengono memoria e capacità cognitive paragonabili a quelle di individui molto più giovani? Uno studio su Nature guidato dalla University of Illinois Chicago (coordinatori Orly Lazarov e Jalees Rehman) ha analizzato campioni di ippocampo di diversi gruppi: adulti giovani, anziani “normali”, superanziani, persone con declino lieve e con Alzheimer. Con tecniche multi-omiche su singolo nucleo (snRNA-seq e snATAC-seq), i ricercatori hanno ricostruito reti regolatorie e accessibilità della cromatina nelle cellule coinvolte nella neurogenesi. Nei superanziani emerge un profilo distinto: più marcatori di neuroni in sviluppo e una “resilience signature” legata soprattutto a differenze epigenetiche (cromatina più favorevole ai programmi neurogenici), mentre nei quadri di declino le alterazioni compaiono precocemente proprio nei circuiti che sostengono plasticità e trasmissione sinaptica. Il risultato rafforza l’idea che la resilienza cognitiva abbia basi biologiche misurabili e potenzialmente modulabili. (Agenbio) Claudio De Rosa 9:00