Roma 12 marzo 2026 (Agenbio) – Un gruppo della Rockefeller University guidato da Junyue Cao ha pubblicato su Science una delle ricostruzioni più ampie finora ottenute su come l’invecchiamento modifichi l’identità cellulare nei tessuti. I ricercatori hanno analizzato circa 7 milioni di cellule provenienti da 21 tessuti in tre fasi della vita, costruendo un atlante basato su single-cell ATAC-seq, tecnica che misura quali regioni della cromatina (il “packaging” del DNA) restano accessibili e quindi potenzialmente attive. Il risultato mostra che l’età non agisce in modo casuale: una quota rilevante di tipi cellulari cambia abbondanza e “programma” regolatorio in modo coordinato tra organi, con differenze anche tra i sessi. La lettura più utile è operativa: se l’invecchiamento lascia impronte epigenetiche riconoscibili, diventa più realistico individuare segnali comuni e bersagli per interventi che puntino non a una singola malattia, ma ai processi biologici che la precedono. (Agenbio) Claudio De Rosa 10:00




